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Via Dei Pini, 1 – 27022 Casorate Primo (PV).
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Da lunedì a venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:00.
Prima che inizino le lavorazioni vere e proprie, un cantiere deve essere organizzato affinché persone, mezzi e attività possano convivere in condizioni adeguate di sicurezza.
È in questa fase che entrano in gioco la cantierizzazione, l’organizzazione degli spazi, i servizi destinati ai lavoratori e gli impianti necessari allo svolgimento delle attività. Elementi che possono sembrare secondari rispetto alle opere da realizzare, ma che fanno parte a tutti gli effetti della gestione della sicurezza.
Il D.Lgs. 81/2008 dedica specifiche prescrizioni alla logistica dei cantieri temporanei o mobili. Non esiste, però, una configurazione identica da replicare in qualsiasi situazione: le misure devono essere definite considerando anche le caratteristiche dello specifico cantiere e la valutazione dei rischi.
Vediamo allora quali sono alcuni degli aspetti da considerare prima dell’avvio delle lavorazioni.
Cantierizzare un’area non significa semplicemente delimitare lo spazio nel quale verranno eseguite le opere.
Occorre considerare l’organizzazione complessiva delle attività: accessi e viabilità, disposizione degli spazi, zone di deposito, servizi destinati ai lavoratori, impianti necessari e possibili interferenze tra le diverse lavorazioni.
Quando è previsto il Piano di Sicurezza e Coordinamento, il D.Lgs. 81/2008 stabilisce infatti che il PSC debba prendere in considerazione sia l’area sia l’organizzazione del cantiere, individuando le relative scelte progettuali e organizzative e le misure preventive e protettive. Il piano deve inoltre considerare il coordinamento nell’utilizzo comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture e mezzi e servizi di protezione collettiva.
La cantierizzazione diventa quindi una vera fase di pianificazione: organizzare prima gli spazi e le necessità operative permette di affrontare le successive lavorazioni con criteri definiti.
Un capitolo specifico del D.Lgs. 81/2008 riguarda i servizi igienico-assistenziali a disposizione dei lavoratori.
L’Allegato XIII contiene prescrizioni relative, tra gli altri aspetti, a spogliatoi e armadi per il vestiario, docce, gabinetti e lavabi, locali di riposo e refezione.
Anche le caratteristiche di questi ambienti sono disciplinate. Gli spogliatoi, per esempio, devono disporre di adeguata aerazione e illuminazione, essere protetti dalle intemperie, riscaldati durante la stagione fredda e mantenuti in buone condizioni di pulizia.
La presenza dei servizi destinati ai lavoratori non va quindi considerata come un’aggiunta facoltativa alla parte operativa del cantiere: è uno degli elementi che devono essere valutati nella sua organizzazione.
È probabilmente una delle domande più comuni quando si prepara un nuovo cantiere: bisogna sempre installare un bagno chimico?
La risposta richiede una precisazione.
Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce i requisiti relativi ai servizi igienici da mettere a disposizione dei lavoratori e indica anche alcuni parametri dimensionali: deve essere previsto almeno un gabinetto ogni dieci lavoratori e un lavabo ogni cinque lavoratori.
Questo, però, non significa che la normativa imponga in qualsiasi situazione proprio l’installazione di un bagno chimico. L’Allegato XIII disciplina infatti espressamente i bagni mobili chimici quando, per particolari esigenze, vengono utilizzati, stabilendo che debbano presentare caratteristiche tali da minimizzare il rischio sanitario per gli utilizzatori.
Esiste inoltre un’altra possibilità prevista dalla normativa: quando non vi siano spazi sufficienti per allestire i servizi di cantiere e nelle vicinanze siano presenti strutture idonee aperte al pubblico, è possibile attivare specifiche convenzioni con tali strutture. Una copia della convenzione deve essere conservata in cantiere e i lavoratori devono essere informati della possibilità di utilizzarle.
La domanda corretta, quindi, non è semplicemente “serve il bagno chimico?”, ma come devono essere garantiti i servizi igienici in quello specifico cantiere?
Lo stesso principio vale per gli altri locali destinati ai lavoratori.
Spogliatoi e locali di riposo o refezione devono rispondere alle caratteristiche stabilite dall’Allegato XIII e risultare adeguati alle esigenze del cantiere.
La normativa contempla anche l’utilizzo di monoblocchi prefabbricati destinati a spogliatoi, locali di riposo e refezione, dormitori e servizi igienici, definendone specifici requisiti.
E le roulotte?
Anche su questo punto il Testo Unico è molto preciso. L’utilizzo di caravan o roulotte come servizi igienico-assistenziali è ammesso, in via generale, esclusivamente all’inizio del cantiere e per un massimo di cinque giorni, prima dell’installazione dei veri e propri servizi. È inoltre contemplato un caso particolare per i cantieri stradali di rilevante lunghezza con lavorazioni di breve durata svolte in posizioni molto distanti tra loro.
Un dettaglio che mostra quanto sia importante non affidarsi a soluzioni improvvisate solo perché apparentemente più comode.
Un cantiere ha inoltre bisogno degli impianti necessari allo svolgimento delle attività previste.
Uno degli aspetti più delicati riguarda l’impianto elettrico di cantiere. Il rischio elettrico è disciplinato dal Titolo III del D.Lgs. 81/2008: il datore di lavoro deve valutare i rischi e adottare le misure tecniche e organizzative necessarie a eliminarli o ridurli al minimo. Gli impianti messi a disposizione dei lavoratori devono essere realizzati e installati a regola d’arte, tenendo conto delle caratteristiche del lavoro, dell’ambiente e delle specifiche condizioni di rischio.
Nell’organizzazione del cantiere possono inoltre entrare in gioco reti e impianti per l’alimentazione di elettricità, acqua, gas ed energia di qualsiasi tipo, la cui presenza e configurazione devono essere considerate in relazione alle effettive necessità delle lavorazioni.
Ancora una volta, quindi, non si tratta semplicemente di predisporre ciò che “potrebbe servire”, ma di progettare un’organizzazione coerente con le attività che verranno realmente eseguite.
Organizzare il cantiere significa anche decidere dove collocare materiali e attrezzature.
Il tema assume una rilevanza ancora maggiore quando vengono utilizzati materiali o sostanze che richiedono particolari condizioni di deposito e gestione.
La disposizione delle aree non dovrebbe quindi essere stabilita soltanto in funzione della comodità operativa: deve essere inserita nella più ampia valutazione dell’organizzazione del cantiere e dei rischi legati alle attività svolte.
Lo stesso vale per gli apprestamenti e le opere provvisionali necessari alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. L’Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 definisce infatti gli apprestamenti proprio come le opere provvisionali necessarie ai fini della sicurezza dei lavoratori in cantiere.
Un ruolo fondamentale nell’organizzazione del cantiere è svolto dal layout di cantiere che rappresenta graficamente la disposizione degli spazi, degli accessi, delle aree di deposito, dei servizi igienico-assistenziali, degli impianti e degli apprestamenti previsti.
Quando è prevista la redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) il layout di cantiere ne costituisce parte integrante contribuendo a definire le scelte organizzative e le misure di sicurezza da adottare.
Il layout deve essere predisposto in funzione delle caratteristiche specifiche del cantiere e aggiornato in caso di modifiche significative all’organizzazione delle attività.
Non esiste una cantierizzazione standard
Bagno chimico, spogliatoio, baracca, impianto elettrico, zone di deposito: trasformare questi elementi in una semplice lista di cose da predisporre rischia di far perdere di vista il punto centrale.
Ogni cantiere deve essere organizzato sulla base delle sue caratteristiche e dei rischi presenti.
Dimensioni e durata delle opere, numero di lavoratori, tipologia delle lavorazioni, spazi disponibili e presenza contemporanea di più imprese possono modificare le esigenze da affrontare.
Per questo la sicurezza comincia ben prima dell’avvio delle attività operative: parte dalla progettazione e dall’organizzazione degli spazi, dei servizi e delle condizioni nelle quali le persone dovranno lavorare.
PMS supporta imprese e professionisti nella gestione della sicurezza e degli adempimenti legati ai cantieri, aiutando a individuare le misure necessarie in relazione alle caratteristiche dello specifico intervento. Una corretta cantierizzazione è il primo passo per trasformare un’area di lavoro in un cantiere organizzato e sicuro.
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