Che cosa si intende per occupazione del suolo pubblico?

Per occupazione del suolo pubblico si intende una concessione d’uso con la quale l’Amministrazione locale sottrae un bene pubblico all’uso comune e lo mette a disposizione di specifici soggetti, sia pubblici che privati.

La concessione può riguardare:

  • Il montaggio di ponteggi su marciapiedi o strade;
  • La potatura di alberi, traslochi o piccoli lavori edili;
  • La cantieristica edile e i passi carrabili temporanei.

Le occupazioni del suolo pubblico possono essere temporanee o permanenti. All’interno di queste ultime rientrano tutte quelle di durata non inferiore all’anno, sia che comportino l’esistenza di manufatti o di impianti stabili o meno, sia quelle effettuate per l’esercizio del commercio. Tutte le altre occupazioni, invece, rientrano nella definizione di occupazioni temporanee. La distinzione viene determinata su un criterio temporale, a prescindere dalle modalità e dai mezzi attraverso cui viene realizzata l’occupazione del suolo.

La richiesta per queste concessioni può comprendere un massimo di tre occupazioni anche su strade e periodi differenti, a condizione che la data dell’inizio dell’ultima occupazione non superi i 15 giorni dalla prima. In caso di condizioni meteorologiche avverse, è possibile ottenere una giornata alternativa per ogni occupazione temporanea.

In caso di proroga di quest’ultima, bisogna presentare una domanda entro e non oltre la scadenza della concessione precedente, contenente le motivazioni tecniche e fattuali e le foto della planimetria e dell’occupazione in corso d’opera.

Chiunque, abbia necessità di occupare una parte del suolo pubblico deve presentare l’istanza all’ufficio amministrativo competente del territorio in cui avverranno i lavori entro un dato termine, con l’indicazione del luogo e del periodo di occupazione.

L’area oggetto di concessione temporanea deve poi essere opportunamente segnalata ed identificata. Inoltre, devono essere adottate tutte le precauzioni volte ad eliminare gli eventuali pericoli per la circolazione veicolare o pedonale e, al termine delle operazioni di trasloco, l’area oggetto dell’occupazione deve essere lasciata sgombra e pulita.

tavola occupazione del suolo pubblico
tavola area occupazione suolo pubblico

Le autorizzazioni necessarie per l’occupazione del suolo pubblico

Ogni Comune, all’interno del proprio regolamento, stabilisce i presupposti e le condizioni di autorizzazione per l’occupazione temporanea del suolo pubblico, individuando l’ammontare della tassa o del canone di occupazione e prevedendo condizioni particolari a seconda della tipologia di area in relazione alla quale si presenta la richiesta di autorizzazione per occupare il suolo pubblico.

I regolamenti comunali possono prevedere ulteriori adempimenti e requisiti specifici qualora le aree da occupare abbiano un particolare valore ambientale, archeologico o storico-artistico, o nelle ipotesi in cui sussistano determinati motivi di ordine pubblico e di viabilità, anche in osservanza delle disposizioni previste dal codice della strada.

L’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico viene rilasciata dal Comune nel quale sono comprese le aree in cui si opera. In particolare, l’unità organizzativa responsabile dell’istruttoria, alla quale quindi bisogna rivolgersi per ottenere il rilascio dell’autorizzazione, è in genere la polizia municipale e locale. In alternativa, è possibile scaricare la domanda nel portale dedicato del comune a cui bisogna richiedere la concessione, allegando al messaggio e-mail o di posta elettronica certificata:

  • la fotocopia di un documento di identità valido del cittadino, o dell’impresa richiedente qualora si trattasse di un’esigenza di carattere commerciale;
  • la foto dello stato dei luoghi;
  • la planimetria dell’occupazione.

L’occupazione del suolo pubblico e le relative tasse

La tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), è stata introdotta dal Testo unico per la Finanza Locale del 1931, e in seguito sostituita dal canone (COSAP) e reintrodotta nell’ordinamento per mezzo dell’art. 31, co. 14, della Legge n. 448/98, è disciplinata dal D.Lgs. n. 507/93.

L’articolo 38 del D.Lgs. n. 507/93, indica analiticamente tutti i tipi di occupazione la cui esistenza fa sorgere, in capo al soggetto passivo, colui che intende effettuare l’occupazione del suolo, l’obbligo di versare la TOSAP.

I presupposti per l’applicazione sono:

  • l’occupazione di uno spazio, anche sovrastante o sottostante, appartenente al patrimonio indisponibile del Comune o di altro ente;
  • il vantaggio economico che dall’occupazione deriva.

Nel rispetto della normativa dell’art. 39 del D.Lgs. 507/93, la tassa viene devoluta al Comune, alla Provincia o alla Città Metropolitana in cui si trova lo spazio da occupare, dal titolare dell’atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall’occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all’uso pubblico nell’ambito del rispettivo territorio.

Spetta ai comuni, alle Province o alle Città Metropolitane emanare un regolamento che, in relazione alle norme di finanza locale, disciplini le modalità di attuazione della tassa e le eventuali condizioni di esonero.

TOSAP e COSAP, cosa sono e come si calcolano

La tassa (TOSAP) e il canone (COSAP) sono prestazioni tra loro alternative e non cumulative, per cui nei Comuni dove se ne applica una non può essere istituito l’altro, e viceversa. Per questo motivo, la tipologia delle occupazioni assoggettate al canone, le misure e i criteri di commisurazione del corrispettivo sono liberamente stabiliti dagli enti locali con lo stesso regolamento con il quale viene istituito il canone in sostituzione della tassa. In mancanza di regolamentazione specifica del Comune la tariffazione sarà rapportata alla superficie applicata.

La TOSAP viene calcolata in base alla quadratura dell’area occupata, che viene arrotondata all’unità superiore, quindi per esempio, una porzione di spazio inferiore ai 50 centimetri non è tassabile, mentre per le aree superiori ai 1000 metri quadri la tassa viene calcolata al 10%.

Le tariffe variano a seconda della quantità dello spazio da occupare, della tempistica necessaria e dal tipo di occupazione.

Per quanto riguarda il COSAP, esso è stabilito dagli enti locali in rapporto alla superficie applicata, perché ha la natura di un corrispettivo per contribuire alle spese pubbliche.

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I contributi da versare, le domande da presentare e quanto concerne l’occupazione del suolo pubblico possono risultare questioni ostiche da completare in autonomia, soprattutto se vengono richiesti per la prima volta. Per questo motivo, PMS si pone come alleato in grado di affiancarti nella compilazione della domanda e della documentazione necessaria con sopralluoghi, disegno dell’area di occupazioni e relativi permessi.

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    Tag: autorizzazioni / COSAP / documentazione / occupazione suolo pubblico / TOSAP