Nel contesto dei cantieri temporanei o mobili, il tema delle scariche atmosferiche rappresenta un aspetto della sicurezza spesso trascurato, nonostante la sua rilevanza tecnica e normativa.

I ponteggi metallici, proprio per la loro natura e conformazione, risultano esposti in maniera significativa al rischio di fulminazione, soprattutto quando si sviluppano in altezza o si collocano in aree geografiche con elevata densità di fulminazione al suolo.

L’obiettivo di questo articolo è chiarire che cosa si intende per certificazione contro le scariche atmosferiche sui ponteggi, quando è richiesta e perché costituisce un tassello essenziale nel più ampio sistema di gestione della sicurezza di cantiere.

Comprendere il rischio, valutarlo correttamente e adottare misure di protezione adeguate rappresenta un atto di responsabilità verso i lavoratori, il cantiere e il committente. Per questo motivo, non esitare a metterti in contatto con il nostro team!

ponteggio realizzato da PMS per progetto residenziale

Cosa si intende per rischio di scariche atmosferiche nei cantieri

Che cos’è una scarica atmosferica
Una scarica atmosferica, comunemente definita fulmine, è un’improvvisa e potente scarica elettrica che si verifica nell’atmosfera, in genere tra nube e suolo. Essa può scaricare a terra correnti di decine di kiloampere e generare potenziali elettrici estremamente elevati, con effetti distruttivi sia per le strutture sia per le persone presenti nelle vicinanze.

Perché le strutture metalliche temporanee sono vulnerabili
I ponteggi metallici rappresentano, per loro natura, un elemento particolarmente esposto: sono realizzati in metallo, spesso collocati a quote elevate e costituiscono un possibile punto di impatto preferenziale per un fulmine. A differenza di edifici e infrastrutture permanenti, i ponteggi sono strutture non progettate originariamente per la captazione o la dispersione delle scariche, e necessitano quindi di una specifica valutazione tecnica.

Gli elementi di cantiere più esposti
Oltre ai ponteggi, anche gru, argani elettrici, montacarichi, quadri elettrici di cantiere e tutte le apparecchiature temporanee connesse rappresentano potenziali punti di fulminazione. La loro presenza influisce sulla valutazione complessiva del rischio e può richiedere l’adozione di ulteriori misure di protezione.

 

La valutazione del rischio da fulminazione: cos’è e a cosa serve

Che cos’è la relazione di valutazione del rischio
La relazione di valutazione del rischio da scariche atmosferiche è il documento tecnico con cui si analizza e si quantifica la probabilità che una scarica atmosferica colpisca direttamente o indirettamente le strutture di cantiere, valutandone le conseguenze per lavoratori, attrezzature e impianti.

Quando è richiesta
La normativa prevede che il datore di lavoro effettui sempre la valutazione del rischio da fulminazione, come parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Nei cantieri, essa diventa particolarmente necessaria quando sono presenti strutture metalliche sviluppate in altezza o impianti elettrici temporanei.

Gli obiettivi della valutazione
La relazione tecnica ha finalità precise:
 • Tutela dei lavoratori, che possono essere esposti ai pericoli derivanti da tensioni di passo e di contatto;
 • Prevenzione di danni a persone, attrezzature e strutture, riducendo le conseguenze di un eventuale impatto;
 • Verifica dell’efficacia della messa a terra, indispensabile per assicurare la corretta dispersione della corrente.

Normativa di riferimento

La materia è regolata da un insieme di norme e obblighi tecnici:

  1. Lgs. 81/08, che impone al datore di lavoro l’obbligo di effettuare la valutazione di tutti i rischi, compreso quello da scariche atmosferiche.
  2. Norme tecniche CEI EN 62305 e CEI 81-10, che forniscono i criteri per la valutazione del rischio e per la progettazione degli impianti di protezione contro i fulmini.

L’eventuale mancata valutazione del rischio espone il datore di lavoro a responsabilità significative: amministrative, penali e civili. Inoltre, in caso di infortunio, la mancanza di tale documento rappresenta una grave omissione sotto il profilo della sicurezza.

 

Quali elementi vengono analizzati nella relazione

La relazione di valutazione prende in esame diversi parametri tecnici:
 • Caratteristiche del ponteggio: altezza complessiva, sviluppo lineare, vicinanza a strutture più alte o isolate;
 • Presenza di apparecchiature elettriche, come argani, quadri o montacarichi, che aumentano il livello di rischio;
 • Collegamenti equipotenziali e verifica dell’impianto di messa a terra, essenziali per evitare tensioni pericolose;
 • Valutazione quantitativa del livello di rischio, confrontato con i limiti di sicurezza previsti dalle norme CEI.

 

Chi può redigere e firmare la certificazione

La certificazione deve essere redatta da un tecnico abilitato, generalmente un ingegnere o un architetto con competenze specifiche in materia di impianti elettrici e protezione contro le scariche atmosferiche.

La firma del professionista conferisce al documento piena validità in caso di controlli e ispezioni, oltre a garantire che l’analisi sia stata svolta secondo criteri tecnici riconosciuti e aggiornati.

 

Collegamento tra certificazione, progettazione ponteggi e PIMUS

La valutazione del rischio da fulminazione non è un documento isolato: si integra, infatti, con la progettazione del ponteggio, con il PIMUS (Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio) e con tutta la documentazione di sicurezza del cantiere.

Questo approccio integrato offre diversi vantaggi: la coerenza tra progettazione tecnica e misure di sicurezza, la chiarezza operativa per ponteggisti e preposti, la riduzione delle possibilità di errori o omissioni e la maggiore solidità del sistema di sicurezza complessivo.

 

Il ruolo della certificazione nella formazione dei ponteggisti

Conoscere il rischio di fulminazione è fondamentale per chi monta, modifica e utilizza i ponteggi. La formazione specifica permette ai lavoratori di riconoscere situazioni a rischio in caso di temporali; applicare correttamente le procedure previste nel PIMUS e comprendere l’importanza dei collegamenti equipotenziali e della messa a terra.

L’inserimento di questi aspetti nei corsi per ponteggisti rappresenta un valore aggiunto, poiché contribuisce a formare operatori più consapevoli e competenti.

 

Quando è consigliabile richiederla

Sebbene la valutazione del rischio sia sempre obbligatoria, è particolarmente importante in caso di:
 • ponteggi di grandi dimensioni o sviluppati su più piani;
 • edifici alti o isolati, come campanili, torri o palazzi in zone aperte;
 • cantieri con presenza significativa di impianti elettrici temporanei;
 • interventi di lunga durata, dove aumenta la probabilità di eventi atmosferici critici.

 

Perché affidarsi a un servizio completo

Una gestione frammentata della sicurezza può comportare errori di coordinamento e sovrapposizioni di responsabilità. Affidarsi a un unico referente, come PMS, per la progettazione dei ponteggi, la redazione del PIMUS, la valutazione del rischio da scariche atmosferiche e la formazione del personale, garantisce maggiore uniformità, riduce i tempi operativi e offre una tutela più ampia all’impresa e al committente.

 

Operai e ponteggi sempre al sicuro!

La certificazione contro le scariche atmosferiche sui ponteggi non rappresenta solo un adempimento normativo, ma una misura di tutela concreta per lavoratori e strutture di cantiere.

Integrare correttamente questa valutazione nella progettazione, nella formazione e nella gestione operativa permette di innalzare sensibilmente il livello di sicurezza. Per farlo e per avere un partner unico, affidabile e sempre aggiornato non esitare a metterti in contatto con noi di PMS!

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    Tag: certificazione contro scariche atmosferiche ponteggi