Il gas Radon rappresenta uno dei principali rischi ambientali negli ambienti confinati, spesso sottovalutato perché invisibile, inodore e di origine naturale.

La sua presenza all’interno degli edifici può raggiungere concentrazioni elevate, rendendo necessaria la misurazione del gas Radon per la tutela della salute delle persone e per una corretta gestione degli immobili.

Comprendere che cos’è il gas Radon, da dove proviene e come viene rilevato è il primo passo per poter ridurre il rischio di esposizione.

Gas Radon e normativa: cosa prevede la legge

Il gas Radon è regolamentato a livello europeo dalla Direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce i principi di radioprotezione e impone agli Stati membri, di definire livelli di riferimento per la concentrazione di Radon negli ambienti chiusi.

In Italia la Direttiva è stata recepita con il D.Lgs. 101/2020, che fissa come valore massimo della concentrazione media annua 300 Bq/mc per le abitazioni esistenti e per i luoghi di lavoro, e 200 Bq/mc per le abitazioni di nuova costruzione realizzate dopo il 31 dicembre 2024.

Il decreto prevede inoltre l’obbligo di misurazione del Radon in specifiche tipologie di luoghi di lavoro e stabilisce che, in caso di superamento dei livelli di riferimento, debbano essere adottate misure correttive, la cui efficacia va verificata mediante nuove rilevazioni.

La misurazione del gas Radon rappresenta quindi non solo uno strumento di prevenzione sanitaria, ma anche un requisito fondamentale per la conformità normativa.

Ma che cos’è il gas Radon?

Il Radon è un gas nobile radioattivo, chimicamente inerte e di origine naturale. Le sue principali caratteristiche sono:

  • Incolore e inodore, quindi non percepibile dai sensi
  • Moderatamente solubile in acqua
  • Altamente solubile all’interno dei liquidi organici

Il Radon si genere in particolare dal decadimento del Radio (²²⁶Ra), un elemento naturalmente presente nei suoli e nelle rocce. La quantità di Radon dipende nello specifico dalla natura geologica del terreno, motivo per cui la sua presenza può variare significativamente da una zona all’altra.

Da dove proviene il gas Radon e come entra negli edifici

Come dicevamo, la principale fonte del Radon è il suolo, che va a contribuire in maniera predominante alla sua presenza anche all’interno degli edifici.

In misura minore, il gas può inoltre provenire anche da:

  • Materiali da costruzione
  • Aria esterna
  • Acqua
  • Gas naturale

Negli ambienti esterni il Radon viene rapidamente disperso nell’atmosfera e la sua concentrazione rimane tendenzialmente bassa; al contrario, negli ambienti confinati, la con concentrazione della sostanza può aumentare notevolmente a causa del limitato ricambio d’aria.

Il Radon penetra dunque negli edifici, principalmente per convenzione e non per diffusione, attraversando in questo modo parti non perfettamente stagne dell’involucro edilizio. L’accumulo in particolare, è favorito dalla depressione che si crea tra i locali abitati e il suolo, dovuta a diversi fattori, tra cui:

  • La differenza di temperatura tra edificio e terreno (più marcata nei periodi invernali)
  • La presenza di aperture come camini, finestre, lucernari e impianti di aspirazione.

Perché il gas Radon risulta dannoso per la salute

Dal punto di vista prettamente chimico, il gas Radon è inerte e non si va a depositare nei polmoni, viene pertanto rapidamente espulso dall’organismo.

Il vero pericolo deriva però dai suoi prodotti di decadimento, noti anche come “Figli del Radon”. Questi elementi risultano radioattivi ed emettono radiazioni alfa, particelle altamente energetiche che, se inalate, possono andare a danneggiare i tessuti polmonari; il rischio di tumore ai polmoni aumenta con l’esposizione cumulativa ai prodotti di decadimento del Radon.

È stato osservato che:

  • Il rischio può crescere di circa il 10% per ogni incremento di 100 Bq/mc
  • Il rischio è particolarmente elevato per i fumatori
  • Una quota significativa dei casi di tumore polmonare è attribuibile all’esposizione al Radon, anche a concentrazioni basse o moderate

Come si misura il gas Radon

La radioattività della sostanza si misura in Becquerel (Bq), che corrisponde ad una trasformazione nucleare al secondo.

Quando si parla di Radon negli ambienti confinati, il valore di riferimento è espresso in Bq/mc, ovvero il numero di decadimenti che avvengono ogni secondo in un metro cubo d’aria.

La misurazione del gas Radon è essenziale per poter conoscere il livello di esposizione reale, e rappresenta il punto di partenza per qualsiasi valutazione tecnica o intervento di risanamento.

Il ruolo della certificazione nella formazione dei ponteggisti

Conoscere il rischio di fulminazione è fondamentale per chi monta, modifica e utilizza i ponteggi. La formazione specifica permette ai lavoratori di riconoscere situazioni a rischio in caso di temporali; applicare correttamente le procedure previste nel PIMUS e comprendere l’importanza dei collegamenti equipotenziali e della messa a terra.

L’inserimento di questi aspetti nei corsi per ponteggisti rappresenta un valore aggiunto, poiché contribuisce a formare operatori più consapevoli e competenti.

Le principali tipologie di rilevazione del gas Radon

MISURAZIONE ATTIVA:

La misurazione attiva utilizza strumentazioni elettroniche in grado di fornire un andamento temporale della concentrazione di Radon negli ambienti confinati. Questo tipo di monitoraggio consente di:

  • Controllare istantaneamente i livelli di Radon
  • Analizzare le variazioni tra ore diurne e notturne
  • Comprendere il comportamento dell’edificio
  • Verificare l’efficacia delle azioni intraprese per la riduzione delle concentrazioni

I dati raccolti permettono poi di scegliere nel modo più mirato e adeguato, l’eventuale intervento di mitigazione.

MISURAZIONE PASSIVA:

La misurazione passiva viene invece effettuata tramite dosimetri, in grado di fornire una concentrazione media di Radon integrata su periodi che possono andare da alcuni giorni a diversi mesi.

Per garantire l’affidabilità dei risultati, i dosimetri devono essere posizionati:

  • Ad un’altezza compresa tra 1 e 2 metri dal pavimento
  • Lontano da fonti di calore, finestre, porte, dispositivi elettrici e climatizzat5ori
  • Con una densità indicativa di un dosimetro ogni 100 mq

Al termine del periodo di esposizione, i dosimetri vengono analizzati in laboratori certificati, che restituiscono il valore medio di concentrazione del gas Radon durante la misurazione.

Perché affidarsi ad un monitoraggio professionale

La rilevazione del gas Radon non è solo un adempimento tecnico, ma uno vero e proprio strumento essenziale di prevenzione e tutela della salute. Senza una misurazione corretta non è possibile:

  • Valutare il rischio reale
  • Intervenire in modo mirato
  • Garantire nel tempo ambienti più sicuri

Attraverso un approccio tecnico e strutturato, PMS affianca aziende e proprietari di immobili nel percorso di conoscenza, monitoraggio e gestione del rischio Radon, fornendo un supporto concreto e basato su dati oggettivi.

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    Tag: certificazione contro scariche atmosferiche ponteggi